Università di Pisa

Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale

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Tra le attività di Va3SCoDi di quest’anno si è recentemente concluso un percorso di collaborazione con un gruppo di studenti di due scuole superiori di II grado (Liceo Fermi di Cecina e Liceo di Scienze Applicate Mattei di Rosignano Solvay), impegnati in un’esperienza formativa tra storia della scienza, divulgazione e didattica laboratoriale.
Il progetto si è svolto presso il Museo di Storia Naturale di Rosignano Marittimo, il MuSNa, realtà che da anni è attiva nella promozione della cultura scientifica attraverso attività educative rivolte alle scuole e ad un pubblico di appassionati e curiosi. Il contesto museale ha offerto agli studenti un ambiente ideale per entrare in contatto diretto con strumenti e pratiche della ricerca scientifica, valorizzando al tempo stesso il patrimonio storico.

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Momenti di lezione frontale con gli studenti

Cuore dell’esperienza è stato il lavoro su alcuni strumenti scientifici storici, tra cui uno spettrografo di notevoli dimensioni cortesemente prestato dal Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa e una riproduzione più recente di pila di Volta. Questi oggetti, rappresentativi di importanti sviluppi nei campi della spettroscopia e dell’elettrochimica, testimoniano l’evoluzione delle tecniche scientifiche tra Ottocento e Novecento. Gli studenti sono stati prima guidati nelle metodologie di ricerca che sono necessarie quando si approccia lo studio di un manufatto storico. Questo ha permesso di analizzare da vicino il funzionamento degli strumenti, comprenderne il contesto storico e scientifico, e riflettere sul loro ruolo nello sviluppo delle conoscenze. Il percorso ha unito momenti teorici ad attività pratiche, favorendo un apprendimento attivo e interdisciplinare.

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Gli studenti compongono una pila utilizzando monete di rame, fogli di alluminio e carta inumidita con soluzione salina

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Gli studenti al lavoro per realizzare lo spettroscopio

A conclusione del progetto, i partecipanti sono stati coinvolti nella progettazione e realizzazione di modelli didattici ispirati agli strumenti studiati. Questo lavoro ha permesso di tradurre concetti complessi in forme accessibili, con l’obiettivo di rendere la scienza più comprensibile e fruibile anche per un pubblico non specialistico. Con l’utilizzo di oggetti che fanno parte del nostro vivere quotidiano, dei centesimi in rame, carta stagnola, un vecchio CD e un tubo di patatine, gli studenti sono riusciti a costruire dei modelli degli strumenti storici. Non delle copie, ma comunque strumenti che riproducono lo stesso principio fisico di funzionamento.

L’esperienza ha rappresentato un’importante occasione di crescita per gli studenti, che hanno potuto sviluppare competenze scientifiche, comunicative e progettuali, contribuendo al tempo stesso alla valorizzazione del patrimonio storico-scientifico. La ricezione degli studenti è stata veramente entusiasta e ci conferma l’importanza che il patrimonio scientifico e tecnologico può rivestire sia nel preservare la memoria storica che nell’avvicinare menti giovani alla scienza.
Per dirla con le loro parole è stato “Bello assai!”

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Due spettroscopi costruiti con dei tubi di patatine, con fenditure e reticoli

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Spettro arcobaleno di una lambada osservato con lo spettroscopio home-made